Archive for July, 2010

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Banana Republic

“Italia non e’ mica un paese del sud America”

Questo e’ chiaro siamo in Europa basta avere una cartina geografica per controllare. Non siamo mica degli idioti e sappiamo bene il significato di una affermazione di questo tipo, mica siamo una repubblica delle banane governata da uno stato di polizia ed una classe politica corrotta. Allora diciamo che nella cartina geografica siamo in Europa ma in quella politica, abbiamo in nostri dubbi.

Nel 1994  in Italia si dava inizio alla seconda repubblica, eravamo appena usciti da mani pulite e dalla strategia della tensione dei Corleonesi. Ci sembrava di essere ad un passo da un cambiamento radicale della società italiana. Avevamo avuto l’impressione che i cattivi fossero finiti in galera e che l’Italia non potesse piu ricadere in un sistema corrotto e mafioso. Ci siamo sbagliati era solo l’inizio di una catastrofe. La “nuova classe politica” si e’ dimostrata incapace, corrotta e volgare. Fare il politico e’ un mestiere che rende molto bene, non c’è nessuna moralità’ nessun ideale, contano solo i soldi per pagarsi le puttane, la coca e magari anche un bel mezzanino in centro. Questo sistema ha infettato tutta la società, ci siamo abituati al marcio e ci siamo abbrutiti. Forse le cose stanno cosi’ perché’ in realtà noi siamo come i politici  e vorremmo solo stare al loro posto. E’ vero quando Bruscoloni ci dice che siamo degli invidiosi, ha ragione lui che ha i soldi la figa e nessuno gli può rompere i coglioni. Quindi chi non vorrebbe fare lo stesso? La moralità e l’etica ormai sono cose da secchioni da finocchi e da zecche. A noi piace Tony Montana mica Serpico.

Ora spostiamoci in sud America, siamo in Colombia a Bogotà ed il nostro protagonista si chiama Antanas Mockus. Nel 1994 Bogota e’ una delle città più pericolose e meno vivibili al mondo. Antanas Mockus si presenta alle elezioni per diventare sindaco e vince. Il primo gennaio 1995 diventa sindaco, in soli 3 anni cambia totalmente la faccia di Bogotà. Mockus e’ un matematico e filosofo ed e’ stato per anni il rettore della Università di Bogotà. La sua politica e’ improntata sul rispetto dell’essere umano, il rifiuto della violenza e degli abusi di potere. Riesce ad educare 8 milioni di persone senza l’uso della forza, ma coinvolgendo i cittadini con esempi positivi. E’ riuscito a tirar fuori dalla gente l’orgoglio di voler vivere in un posto migliore. Antanas Mockus e’ il prototipo di politico ideale, sembra uscito fuori dalla Repubblica di Platone. Credo che i nostri politici ed anche noi cittadini dovremmo prendere lui come modello per dimostraci che non siamo ne la repubblica delle banane ne il paese dei cachi.

CITIES ON SPEED – Bogotá Change e’ un  documentario molto ben fatto ed interessante  realizzato dal regista danese  Andreas Møl Dalsgaard che ci racconta  la rinascita di Bogotà e l’ ascesa politica di Antanas Mockus.

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Un gioco da ragazzi -part 6 Mamma mia!

Here, some episodes of Gast’s “Mamma mia” life-style.
In an interview about the daily troubles to become an active and full writer, in Rome. From the creative ways to rack paint, to the approach with authorities of the subway system.

Un Gioco da ragazzi -part 6 Mamma mia! from Why Style on Vimeo.

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Hands of God, or hands of Devil?


Honestly I think everybody would have stopped that ball, like Suarez did at the very last minute of the match, when Ghana would eventually scored the goal bringing an African team, for the first time to the half final of a World cup. In fact I don’t blame Suarez, I blame a certain football that wants a victory at any coasts, a football without loyalty and moral, indeed how many acts of this type we usually see in a match? Players cheating, jumping for no fault, pretending to be hurt and a second after being totally recovered. In a football like this a victory means more than anything, and the final result counts more than the way a team get it, more than expressing good ideas and a sportive attitude on the field. That’s how we see horrible game where a team instead of playing go on the field with an eight man defensive line.
The fan of football as well are going in the same direction, where a victory is worth more than anything else, it doesn’t matter how you get it, in fact I think only Uruguayan fans could describe the act of Suarez as the “hands of God”, fans are just afflicted by the same disease football is, the fever of winning no matter how.
As I lived it, those hands where not the hands of God or the hands of Devil, they where just hands that stopped an historically moment to happen, an example of a football I dislike always more.

More illustration about the World Cup in South Africa here.

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Cat Woman

Joe Franceschi 2010 Ink on paper 41×29 cm

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Alemania?


Ho fatto questa illustrazione ispirandomi ad un articolo scritto da Pierluigi Giordano Cardone su ilfattoquotidiano.it.

Qui sotto riporto il primo paragrafo:

Si vince col melting pot fatto in casa

Il campo ha detto molto. Ma non tutto quello che si può dire di una partita viene dal campo. Sì, perchè la vittoria schiacciante della Germania ai danni dell’Inghilterra di Fabio Capello negli ottavi di finale del mondiale è lo specchio fedele di due sistemi calcistici agli antipodi. Interamente fondato sugli investimenti stranieri quello britannico; capacità organizzativa e forti impegno federale nella cura dei settori giovanili, invece, i capisaldi della rinascita tedesca. Come dire: business sfrenato contro pianificazione capillare. E i risultati delle rispettive selezioni nazionali non possono che risentire di queste tendenze. Per avere conferma, basta analizzare i massimi campionati dei due paesi.
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